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Perché le merendine durano di più?

Data di scadenza

Data di scadenza, perché le merendine durano di più? Tutto quello che c’è da sapere

Il confezionamento e la produzione sono ciò che rende la merendina capace di durare di più nel tempo. Grazie a una tecnologia che si è andata evolvendo e che prevede norme sempre più accurate – dalla scelta degli ingredienti e al loro trattamento durante tutta la catena produttiva, fino alle modalità di distribuzione sugli scaffali dei supermercati – in quasi tutte le merendine prodotte oggi nella grande industria non ci sono più conservanti, sostanze non più necessarie.

Come afferma il Prof. Franco Antoniazzi, docente di Scienze degli Alimenti, “una merendina dura di più per numerosi motivi. Dall’impasto di base, per il quale vengono scelti ingredienti ad hoc, al processo, dove l’industria mostra le sue capacità tecnologiche”. Un esempio calzante può essere fatto col pane: “Se noi utilizziamo il lievito di birra in poco tempo tenderà ad indurirsi, mentre utilizzando il lievito naturale rimarrà molto più morbido e mangiabile nel tempo. Lo stesso fenomeno vale per le merendine.

Il confezionamento – Come già accennato, è poi il confezionamento ad essere decisivo: “Nell’industria alimentare, nella fase post cottura in forno, viene infatti applicata la stessa tecnologia utilizzata nell’industria farmaceutica, dove non ci può essere alcun inquinamento. Le nostre merendine vengono confezionate in locali igienicamente ineccepibili ed anche questo aspetto è molto importante per garantire una maggiore durata al prodotto” spiega ancora il Prof. Antoniazzi.

Etichette ed equilibrio – Sul tema fa ulteriore chiarezza Andrea Ghiselli, medico internista: “Il fatto che le merendine siano confezionate e porzionate singolarmente e contengano una tabella nutrizionale ha due grandi vantaggi: da una parte possiamo comodamente portarle con noi, dall’altra l’etichettatura nutrizionale ci fa vedere cosa c’è dentro e scegliere quindi il prodotto opportuno, non solo in funzione dei nostri gusti gusto ma anche a seconda di particolari allergie o intolleranze dei nostri ragazzi” – spiega l’esperto – “È molto importante che si possa leggere chiaramente in etichetta l’energia che una porzione contiene: possiamo infatti scegliere a seconda delle esigenze dei nostri ragazzi il prodotto più adeguato. Per esempio, una merendina con un contenuto calorico inferiore durante la pausa scolastica o nel pomeriggio se il ragazzo rimane a casa studiare, mentre possiamo dare una merendina anche un po’ più ricca caloricamente – anche più ricca di zucchero, più ricca di grasso – ad un ragazzo che invece ha un impegno sportivo e che quindi ha bisogno di più energia durante la giornata”.

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