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Cosa c'è dentro: ma le merendine sono o no un prodotto adatto allo spuntino dei nostri figli?
Studio della composizione bromatologica, prof. Giulio Testolin - Distam - Università di Milano e valutazione del significato nutrizionale delle merendine, prof. Gianni Tomassi - Università La Tuscia - Viterbo
Scopo
L'obiettivo fondamentale di questo studio era analizzare, in un laboratorio pubblico qualificato e indipendente, la composizione chimica centesimale delle merendine da forno più diffuse sul mercato italiano, valutando quindi la quantità e la qualità dei nutrienti in esse presenti. Ciò per verificare se le merendine possono essere considerate alimenti nutrizionalmente utili e adeguati all'alimentazione dei bambini e ragazzi, anche in confronto con altre merende tradizionali.
Metodologia
Le analisi quantitative - relative alla composizione chimica di base - hanno riguardato proteine, lipidi, carboidrati, calcio, ferro, sodio, potassio, vitamina A, vitamina E, vitamina B1, vitamina B2. Le analisi qualitative hanno preso in esame la composizione in acidi grassi (saturi, monoinsaturi, polinsaturi, acidi grassi trans e colesterolo), e quelle in carboidrati presenti (zuccheri solubili, amido totale, amido resistente, fibra solubile e insolubile, fibra totale).
Campioni
I campioni di merendine oggetto di analisi sono stati complessivamente 12, di cui 6 appartenenti alla tipologia pandispagna, 5 al tipo pasta brioche e 1 al tipo pasta frolla. In base alla presenza o meno di farcitura, i campioni erano 3 di tipo semplice, 6 con farcitura al latte e 3 con farcitura di marmellata. Oltre ai 12 campioni di merendine, sono stati analizzati, con gli stessi parametri metodologici, 4 campioni di merende tradizionali (pane, burro e marmellata, pane e prosciutto, focaccia salata, patatine fritte).
Risultati delle analisi
La composizione centesimale (per 100 grammi) delle diverse merendine varia sensibilmente in funzione delle diverse tipologie di prodotto e questa variabilità vale soprattutto per i grassi (dal 12,7% al 26,8%). La stessa variabilità si ritrova peraltro anche per i grassi contenuti nelle merende tradizionali (da 5,3% a 34,4%). Per quanto riguarda la qualità dei grassi, la percentuale di acidi grassi saturi prevale su |
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