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La storia delle merendine

Anni ‘50
Il primo fu il “mottino”. Un panettone mignon lanciato sul mercato negli anni ’50, a pieno diritto considerato il capostipite di tutte le merendine.

Anni ‘60
La vera svolta culturale arrivò però dieci anni dopo con il “buondì”, la prima tra le merendine confezionate a proporsi al posto della classica brioche che prima d’allora era disponibile solo al bar o in pasticceria. Il suo successo consiste nell’impasto a lievitazione naturale, che richiama la  colomba pasquale, della quale il “buondì” conserva la glassatura all’amaretto e la guarnizione di granella di zucchero. A seguire, grande successo lo ottenne il “pandorino”, altra riduzione in formato monodose del tipico dolce natalizio veronese. Poi fu la volta delle torte casalinghe: nel 1961 nasce la “brioss” soffice trancino di pandispagna, farcito con marmellata di albicocche o ciliegie. Siamo nella fase della prima generazione della produzione di merendine.

Anni ‘70
In questi anni entrano nelle case degli italiani le merendine a base di pandispagna farcito o ricoperto con il cioccolato come il “trancino”, la “girella”, la “fiesta”. Poi è la volta del “saccottino”, lievito farcito all’albicocca, al cioccolato o alla crema e della “crostatina”, una mini torta di pasta frolla proposta con marmellata o cioccolato.

Girella

Anni ’80
Con gli anni ’80 le merendine entrano nella seconda generazione adeguandosi ad una nuova attenzione   del consumatore verso l’alimentazione e la salute.  Tra gli ingredienti compaiono le fibre e lo yogurt. Le “camille”, tortine alle carote e mandorle e i “plum cake” con l’aggiunta di yogurt sono i capofila di questa nuova generazione di prodotti.

Anni ‘90
Sul mercato arriva la  generazione delle  merendine “refrigerate”,  chiamate così perché si  acquistano nel banco frigo, conservano  nel frigorifero domestico e si gustano fresche. Hanno farciture al latte fresco e coperture croccanti simili a quelle dei gelati.  “Fetta al latte” e “pinguì”  sono i prodotti  simbolo. Si tratta forse della più grande innovazione tecnologica nella storia ormai cinquantennale delle merendine che apre una nuova fetta di mercato.

L’offerta del 2000

Entrati nel nuovo secolo l’evoluzione delle merendine si adegua alle  multiformi richieste di un consumatore più maturo, sempre più attento alla qualità e al valore nutritivo di ciò che mangia, ma senza per questo rinunciare ad una alimentazione gratificante e che cambia in funzione delle occasioni. Il mercato offre quindi una grandissima varietà di prodotti diversi per ingredienti, ricetta, tecnologia di produzione. Si va dai prodotti più golosi a quelli più semplici, dai grandi classici alle nuovissime tendenze senza dimenticare le intolleranze, le allergie  e le esigenze particolari  di molti. Per contribuire ad arginare il fenomeno crescente dell’obesità infantile e migliorare l’alimentazione dei più piccoli l’industria delle merendine si impegna a ridurre l’apporto energetico e le porzioni delle merendine e a migliorarne l’equilibrio nutrizionale riducendo il contenuto in grassi e zuccheri ed eliminando ingredienti discussi come i grassi idrogenati e con essi gli acidi grassi trans.

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