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scientifici specializzati ha realizzato prendendo in esame le merendine più diffuse e rappresentative del mercato.
Le ricerche hanno valutato:
1. Quanto, cosa e con che frequenza mangiano per merenda i bambini in età scolare in italia per confutare l'accusa: le merendine alterano le abitudini alimentari.
2. Quanti e quali nutrienti ci sono nelle delle merendine, per confutare l'accusa: le merendine non sono nutrienti.
3. Quanto saziano le merendine in confronto ad altre merende per confutare l'accusa: le merendine non saziano.
4. Quali sono le risposte metaboliche provocate delle merendine, per confutare l'accusa: le merendine alterano il metabolismo.
Il primo studio ha concluso che:
• il consumo di merendine non altera e non squilibria l'alimentazione complessiva della giornata.
• le merendine non possono essere ritenute responsabili di un eccessivo apporto di energia e di sovrappeso.
Nei circa 1000 ragazzi maschi e femmine tra i 6 e i 15 anni, scelti come campione rappresentativo del Nord, Centro e Sud Italia attentamente misurati, valutati di peso, statura, secondo altri parametri relativi allo stile di vita e ulteriormente suddivisi tra consumatori di merende tradizionali (pizza, focaccia) e merendine industriali le calorie apportate dalle merende tradizionali sono risultate superiori rispetto a quelle provenienti dalle merendine industriali Queste ultime hanno inoltre assicurato una maggiore assunzione di ferro e vitamina A. Nessuna differenza di peso è stata rilevata tra i consumatori di merende tradizionali e di merendine industriali.
Se siete interessati leggete integralmente il commento del coordinatore dello studio il nutrizionista epidemiologio Amleto d'Amicis direttore Unità di Ricerca Inran Approfondimento
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