Home   Focus on   Merenda dolce o salata? L’importante è variare

Merenda dolce o salata? L’importante è variare

Merenda dolce e salata

Cosa mangiare a merenda? L’eterno “derby” tra dolce e salato

Che la merenda sia un pasto fondamentale è un dato di fatto. Nel corso delle nostre frenetiche giornate è infatti importante per il nostro benessere che le calorie siano ben ripartite – circa il 20% a colazione, il 30% a pranzo, il 30% a cena e il 10% per ciascuna merenda – in modo tale da avere più pasti, piccoli e frequenti, e garantire un livello basso di colesterolo e stimolare la termogenesi – a parità di calorie assunte infatti l’organismo produce un maggior consumo energetico.

Potere al gusto – Ma cosa conviene mangiare per un piccolo spuntino tra un impegno e l’altro? Meglio scegliere il dolce o il salato? Ovviamente dipende tutto dai nostri gusti ma il segreto di una corretta alimentazione sta nella varietà degli alimenti che si scelgono, nel giusto apporto energetico e nello stile di vita. “A prescindere dall’attrazione che ognuno di noi ha per il dolce o per il salato, sicuramente il dolce è il primo gusto con cui un essere vivente ha a che fare appena nato” – ci spiega Sergio Grasso, antropologo alimentare – “Non a caso le papille gustative sono sulla punta della lingua. E non a caso la prima gratificazione che il neonato ha è quella del contatto con il capezzolo della madre e con il latte, che è dolce. Quindi il gusto del dolce è connaturato nella nostra percezione di gratificazione. Il piacere che procura il dolce è sicuramente il più appagante”.

Cosa mangiare – Insomma, la merenda perfetta non esiste: è necessario però bilanciare e diversificare il più possibile. Spazio quindi a frutta e macedonie, yogurt, merendine, crostate, cereali, gelati. Anche in base ai gusti dei nostri bambini. Fondamentale allora diventa evitare le maxi porzioni e gli spuntini doppi in quanto sono le calorie a fare la differenza. “Va sottolineato come lo spuntino di metà mattina non debba essere eccessivo al fine di evitare di arrivare al pranzo con poco appetito, ma sia comunque utile per un miglior rendimento nelle ultime ore della mattinata. Quello di metà pomeriggio è ancora più importante e deve servire, ad esempio, per non cadere in atteggiamenti tipici dei giorni nostri, come la spasmodica ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, di qualunque cosa si tratti, prima di cena quando si rientra a casa” afferma il prof. Marcello Ticca, libero docente e specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Pubblicato in: