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#Operazionefalsimiti: sfatiamo le 3 bufale dell’estate

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L’ananas brucia i grassi? Una dieta senza glutine aiuta a dimagrire? Entriamo nel vivo dell’#Operazionefalsimiti scovando le prime 3 bufale alimentari più diffuse in rete. Ecco cosa abbiamo scoperto grazie alle prime 3 speciali ambassador del progetto e al confronto con autorevoli nutrizionisti ed esperti di alimentazione.

L’ananas brucia i grassi? – Tra i miti e le leggende alimentari sicuramente la più comune e riguarda le presunte proprietà brucia grassi dell’ananas. Ad interrogarsi sull’argomento anche Serena Sabella di Bismama e ambassador di Operazione falsi miti che al tavolo degli esperti ha tirato fuori i suoi dubbi a riguardo per verificarne la veridicità.

La risposta dell’esperto, la biologa e nutrizionista Valeria del Balzo, ha lasciato pochi margini a fantasiose interpretazioni: Le proprietà dell’ananas sono quelle tipiche di qualsiasi altro frutto sia tropicale sia locale. In letteratura, alcuni lavori non più recenti, avevano evidenziato che, nei ratti, un estratto alcolico dell’ananas aveva una leggera azione ipolimezzante (J Pharmacol Sci. 2007 Mar;103(3):267-74. Hypolipidemic mechanisms of Ananas comosus L. leaves in mice: different from fibrates but similar to statins). E questo ha fatto credere che chi  mangia ananas brucia i grassi. Ma non è così. Questi studi sono stati condotti su ratti e poi abbandonati perché non riproducibili sull’uomo (clicca qui per leggere il commento integrale dell’esperto)

Additivi alimentari dannosi ? – Anche le merendine sono spesso oggetto di falsi miti e bufale alimentari. È il caso ad esempio della falsa credenza della presenza di additivi dannosi nei piccoli prodotti da forno confezionati. Ma le merendine e i prodotti da forno confezionati sono davvero piene di additivi dannosi? È una verità o un falso mito? Manuela Cervetti di MammeAcrobate.com, ambassador dell’Operazione falsi miti, si è soffermata a su questo argomento e ha trovato la risposta del tecnologo alimentare Franco Antoniazzi. Occorre però fare un passo indietro e chiarire il contesto nel quale si muove questa falsa credenza. L’esigenza di conservare i cibi esiste da sempre e gli additivi alimentari  (aromi, coloranti e conservanti) sono sostanze senza alcun valore nutrizionale che vengono aggiunte al cibo per migliorarne le caratteristiche. Sono essenziali per preservare la qualità e le caratteristiche degli alimenti che, altrimenti, sarebbero esposti ad alterazioni.

Il prof. Antoniazzi sottolinea che esiste una lista positiva dell’Unione Europea, periodicamente revisionata dall’EFSA; per ogni additivo c’è stata un’approvazione iniziale, dietro presentazione di un documento sulla sua sicurezza. Nel caso specifico delle merendine vale la pena sottolineare che sono scomparsi i conservanti, mentre l’additivo più frequente è E471 o “mono e di gliceridi di acidi grassi”, che viene utilizzato per conservare la freschezza del prodotto. Sulla sicurezza di questo tipo di additivi non sono mai sorti dubbi nella comunità scientifica. Inoltre il professore ricorda come l’eliminazione di tutti gli additivi in qualsiasi alimento non è consigliabile e che vengono aggiunti per motivi specifici che nel caso delle merendine si limitano ai monogliceridi (clicca qui per leggere l’intervento integrale dell’esperto)

 Senza glutine si dimagrisce? – Con l’arrivo dell’estate torna il tema diete e con questo tanti suggerimenti in rete più o meno attendibili. Fra le numerose proposte del web colpisce che molti siti consiglini di eliminare il glutine dalla propria dieta per dimagrire e tornare in forma. Un argomento che ha attirato l’attenzione di Carla Medda La torre di cotone, ambassador dell’Operazione falsi miti, e di cui abbiamo parlato con Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista. Il prof. Piretta ci ricorda che non esiste alcun fondamento scientifico che possa indurre a pensare che una dieta gluten free possa svolgere un ruolo nel calo ponderale. È noto anzi da diverso tempo come la dieta dei celiaci sia più ricca in grassi (Ansaldi, Riv Italian Ped 1994) cosa confermata da studi recenti recenti (Pellegrini, J Sci Food Agric 2015, Segura, Plant Food Hum Nutr 2011)…(Clicca qui per leggere l’intervento integrale dell’esperto)

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