Merendine, 1500 anni di storia
05.06.2019

“Le merendine di oggi sono l’evoluzione di quelle della nonna di ieri, perché l’innovazione non è altro che la tradizione che ha avuto fortuna”. A parlare è l’antropologo e food writer Sergio Grasso che ripercorre con noi la storia delle merendine: dalla ricette fatte in casa a i prodotti da forno confezionati che compriamo oggi al supermercato.

Ancora più buone – 1500 anni in cui è cambiato il nostro modo di intendere la merenda: oggi la tecnologia alimentare contemporanea garantisce al consumatore una maggiore salubrità del prodotto dal punto di vista igienico e delle materie prime e non necessariamente prodotti industriali diversi, per qualità, da ciò che viene fatti in casa. “Certo, quest’ultimo è forse più bello da pensare ma quello industriale (e l’industria quando lavora bene lavora benissimo) può essere altrettanto perfetto quanto il prodotto della nonna e non tanto diverso alla fine anche nella tecnica produttiva” spiega Grasso.

Dolce fin da piccoli – Per l’antropologo, a prescindere da ciò che apprezziamo personalmente quando ci sediamo a tavola e mangiamo, il dolce è il primo gusto che si sperimenta appena nati: non a caso le papille gustative che lo identificano si trovano sulla punta della lingua ed è la prima gratificazione per il bambino, “quella del contatto con il capezzolo della madre e con il latte che è dolce. Quindi il gusto dolce è connaturato nella nostra percezione di gratificazione”. Percezione che provoca un ‘piacere’ ben riconoscibile e di cui è responsabile una piccola ghiandola a forma di mandorla che si chiama amigdala e che ha sede nel nostro cervello. Ecco perché storicamente i dolci a base di farina, zucchero e uova, frutta secca e marmellata sono sempre stati usati per fare merenda…