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Anni ’60: rivoluzione merendine

Merendine e fake news

Pasta margherita, pandispagna, pasta frolla: le torte casalinghe diventano merendine

Piccoli dolci della tradizione – Dopo la svolta culturale degli anni ’50 a base di piccole merende, riproduzione mignon dei classici della tradizione dolciaria italiana, è negli anni ’60 che si affermano le merendine, quelle di “prima generazione”, ispirate sia alla grande tradizione dolciaria delle feste ma in maniera innovativa anche a quella delle torte fatte in casa. Dopo il Buondì, negli anni  del boom economico, inizia la produzione del Pandorino, ispirato al tipico dolce natalizio veronese. La nuova merendina piace da subito anche perché permette di gustare un dolce molto amato dagli italiani tutto l’anno, anche al di fuori della ricorrenza per cui era stato concepito.

La rivoluzione delle merendine “casalinghe” – Non solo dolci della tradizione delle feste. La vera rivoluzione degli anni ‘60 è quella di ricreare delle piccole merende ispirandosi alle più comuni torte casalinghe. Così ingredienti semplici e di facile lavorazione diventano per l’industria dolciaria italiana lo spunto per la realizzazione di merendine a base di pasta margherita, pandispagna e pastafrolla, farcite con confettura o cioccolata. Proprio nel 1961 si affaccia sul mercato un soffice trancino di pandispagna alla marmellata di albicocche o ciliegie. Il successo della merendina si lega anche a un’altra novità destinata a segnare un’epoca: la raccolta punti. Sicuramente qualcuno ricorderà il famoso concorso promozionale “una giornata con il tuo calciatore preferito”! Pandispagna, bagna al profumo di arancia e curacao ricoperto di cioccolato, caratterizzano invece un’altra merendina, resa possibile dall’innovazione tecnologica e divenuta famosa anche grazie ai jingle di Carosello. È proprio il caso di dire “non ci vedo più dalla fame”!

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