Merenda

MERENDA E
TRADIZIONE

Storia e curiosità di una sana abitudine italiana

Dal latino “merere”, che vuol dire “meritare”, la merenda era considerata come una sorta di premio che non occupava uno spazio consolidato, come il pranzo e la cena, nel piano dei pasti giornalieri.

Bisognava meritarsela… I nostri nonni – o meglio ancora i loro genitori – all’inizio del secolo raramente, soprattutto se non appartenevano alle classi più abbienti, potevano permettersi due merende che si aggiungevano al pranzo e alla cena: in molti casi si faceva fatica a garantire a tutti, in famiglie spesso numerose, anche questi due pasti principali. Per una grande parte della popolazione, inoltre, che era impegnata in un duro lavoro nei campi o comunque in attività fisicamente pesanti la merenda, quando c’era, a metà giornata, era un vero e proprio pasto estremamente sostanzioso perché doveva sopperire al grande dispendio energetico e a pasti serali molto frugali.

Oggi le mutate condizioni socioeconomiche e i cambiamenti dello stile di vita hanno portato a considerare un modello più salutare suddividere l’alimentazione giornaliera in 5 pasti nell’arco della giornata. È per questo che le due merende (di metà mattina e del pomeriggio), hanno assunto una loro fisionomia “necessaria” diventando dei veri e propri piccoli pasti, due piccole merende da cui “merendine” appunto.

La merenda italiana

Quando traduciamo in un’altra lingua questo termine, dobbiamo, infatti, per forza, ricorrere ad un’intera frase per spiegare di cosa si tratta: “piccoli prodotti da forno monoporzione”. Ma, oltre il termine “merendina”, è proprio il concetto di “merenda” ad essere una prerogativa tipica dell’alimentazione dei Paesi mediterranei, Italia in testa. La merenda è un’abitudine dei Paesi latini, mentre il cosiddetto snacking, nato dalla destrutturazione dei pasti principali, è invece una pratica più tipica delle nazioni anglosassoni, dove si è soliti mangiare spesso, a tutte le ore, e prevalentemente fuori casa.

SPAGNA

Al contrario del pasto di “piccole dimensioni” italiano, gli spagnoli consumano una “merenda” composta da torte, biscotti e dolciumi accompagnati da caffè nero o con leche (latte).

FRANCIA

A metà mattina e al pomeriggio, consumano una gouter, ovvero la “merenda dei bambini”, a base di pane e cioccolata, o croissant o brioche. Mentre gli adulti non rinunciano alla casse-croute, vero e proprio “spuntino dei lavoratori”, a base di sandwich, mangiati intorno alle dieci del mattino.

GRAN BRETAGNA

Si perde la tradizione della merenda per le differenti abitudini alimentari. In Inghilterra, ad esempio, il pasto più importante è, tradizionalmente, il ‘breakfast’, ovvero la colazione del mattino, a cui seguono – nell’arco della giornata – piccoli snack, ovvero spuntini salati e dolci, consumati in maniera irregolare.

GERMANIA

Come per i Paesi anglosassoni anche in Germania si perde l’abitudine dello spuntino di metà giornata, ma il pasto serale – l’Abenbrot, ovvero “pane della sera” – è molto anticipato rispetto al nostro, intorno alle 18.30, ed è a base dei formaggi, affettati e pane.