Anita e la merenda
25.06.2017

 

La merenda era il momento della giornata preferito da Anita. Lo aspettava con ansia mentre era a scuola, mentre mangiava la pasta con il sugo a pranzo e mentre faceva i compiti. Alzava lo sguardo verso l’orologio e poteva sentirsi invadere di quella inquietudine felice che le regalava l’orologio del salotto. Mancavano ancora più o meno 28 minuti al richiamo della nonna dalla cucina, ma lei sapeva di non poter aspettare. Scendeva dalla sedia e si precipitava nel locale che più di tutti adorava: qui dal niente veniva creato il tutto, da ingredienti slegati nascevano spume di meringhe, pan di spagna soffici e profumati, creme pasticcere così vellutate che metterci un dito dentro per assaggiarle le dava la sensazione di rovinare un’opera d’arte. Per lei, la nonna era Caravaggio e la sua torta al cioccolato La vocazione di San Matteo.

Ma più di tutto ad Anita piaceva l’attesa: non voleva vedere il dolce che la nonna le aveva preparato già sul tavolo, ma il suo farsi. Per questo si portava un cuscino dal salone e lo sistemava di fronte al forno, dove la torta al cioccolato stava diventando sempre più reale. Era il suo spettacolo preferito: appoggiava le mani sulle guance con i pugni chiusi e vedeva la lenta cottura di quella torta bruna, la sua lievitazione, il formarsi delle piccole crepe in superficie che rendevano il dolce imperfetto e ingegnoso assieme.

Drin. il tempo era scaduto. Le mani della nonna tiravano fuori dal forno la torta: che impazienza aspettare, ma Anita voleva di nuovo quella inquietudine felice. Assaggiava la prima fetta ancora tiepida. Poteva sentire tutti i sapori di quel magnifico dolce al cioccolato: le danzavano in bocca, come una festa.

E poteva assaporare la tenera onestà di chi quel dolce lo aveva preparato: sentiva la serenità, la dignità del lavoro di sua nonna che si miscelavano ad una punta di tristezza. La fetta le parlava e le raccontava chi era quella donna dalle spalle forti che aveva di fronte. E parlava anche di lei, di quella inquietudine felice che avrebbe fatto parte del suo futuro.
Ora che di anni da quel momento ne sono passati, Anita guarda una fetta di torta al cioccolato, uguale e diversa a quella della nonna. Sono le 16.30: è l’ora della merenda.  Di fronte a lei c’è una busta, che sa, le cambierà la vita. Fissa per qualche secondo la fetta tiepida di dolce, assapora il primo boccone.

Guarda l’involucro e allunga una mano per aprirlo.