Giochi e uova
15.05.2017

Niente altro che tuorlo d’uovo e zucchero. Uovo sbattuto. Non zabaglione, non crema ma semplicemente uovo sbattuto, è così che lo chiamavamo. Più lo giravi e più diventava bianco e soffice. E il bicchiere si riempiva. Come una magia. “Sbatti, sbatti ancora, mamma, che ne viene di più!”

E’ ancora la mia merenda preferita. Certo molto difficile da reperire oggi. Al tempo ero piccolina e forse le uova veramente fresche esistevano ancora. Arrivavano ancora sporche dalle galline dei vicini, lì sulle colline umbre, verdi e rozze. Scomode e impervie.

Ogni estate si passava a trovare la nonna e i 13 cugini. Un paesino piccolo e sottovalutato dagli stessi umbri, come forse solo loro riescono a fare. In Francia ti ricostruiscono Carcassone, noi che ce l’abbiamo originale ed intatta, che facciamo?La abbandoniamo.

Amavo quel paesino dove tutti si conoscevano, quando io a Torino non sapevo neanche chi fosse il dirimpettaio sulla strada di fronte. Lì, invece, un riecheggiare di “ciao”, di “ma tu devi essere la nipote di Maria…ti ho riconosciuta dai capelli“.

Io ero la più piccola dei cugini, la più coccolata dai grandi e la più bistrattata dai piccoli. Giocavamo per ore correndo di qua e di là per i boschi che circondavano la casa in collina degli zii o ci divertivamo a rendere “reale” tutto quello che la fantasia ci permettesse di interpretare. Mi ricordo l’anno del tg, Mario apriva le pesanti persiane in legno della finestra che dava sul porticato di fronte agli zii che sedevano sulle sdraio di fronte e iniziava la messinscena, mentre io e Annalisa ci occupavamo delle luci e della telecamera. Superflue e divertite.

Alle quattro però l’uovo sbattuto spettava a tutti i bambini. E per me era una festa. Perché solo per quei pochi giorni avrei potuto assaporarlo. Dolce, dolcissimo, stradolce, potevi sentire i granuli dello zucchero sotto i denti e impiastricciarti le mani con quello che strabordava dal bicchiere.

Ora sono passati quasi trent’ anni e ci sono i chili in più da smaltire dopo la gravidanza, ma quelle rare volte che mi capita di trovare un uovo fresco non ci penso neanche un attimo.

Una montagna di zucchero e sbatti, sbatti veloce, veloce.

Autrice: Anna Piccitto