Tra scuola, sport e attività extrascolastiche, cambiano le abitudini della merenda dei più giovani. Secondo un’indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food, praticità, porzionatura ed equilibrio nutrizionale guidano le scelte delle famiglie.
La campanella suona, ma la giornata dei più giovani è tutt’altro che finita. Tra allenamenti sportivi, lezioni di musica, corsi di lingua e altre attività extrascolastiche, i pomeriggi di bambini e ragazzi sono sempre più ricchi di appuntamenti. E anche la merenda si adatta a questi nuovi ritmi. Non sempre, infatti, c’è il tempo di tornare a casa per uno spuntino: spesso si mangia durante il tragitto verso la palestra, appena fuori da scuola o direttamente nel luogo in cui si svolge l’attività. A raccontare come stanno cambiando queste abitudini è l’indagine “Merenda on the go”, realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food su un campione di 1.001 genitori italiani di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni che praticano almeno un’attività extrascolastica organizzata alla settimana.
La merenda si sposta: il 47% dei bambini mangia durante il tragitto
Gli impegni pomeridiani sono ormai una presenza costante nella quotidianità delle famiglie italiane. Secondo la ricerca, il 64% dei bambini e ragazzi ha attività extrascolastiche due o tre volte alla settimana, tra sport, corsi e altri appuntamenti. In questo contesto, anche il momento della merenda cambia. Il 27% dei genitori racconta che i propri figli fanno uno spuntino appena usciti da scuola, prima di raggiungere l’attività successiva, mentre il 49% indica come luogo di consumo quello in cui si svolge il corso o l’allenamento. Ma c’è anche chi approfitta degli spostamenti: il 37% fa merenda durante il tragitto di andata e il 14% sulla strada del ritorno. Complessivamente, il 47% dei bambini e ragazzi che fanno merenda fuori casa durante le giornate di attività la consuma in viaggio.
Una tendenza che diventa ancora più evidente quando gli impegni aumentano. Tra chi frequenta corsi o pratica sport almeno quattro volte alla settimana, la quota di chi fa merenda durante gli spostamenti sale al 60%, rispetto al 37% di chi ha un solo appuntamento settimanale.
Cosa mangiano i bambini fuori casa? Le merendine tra le scelte più diffuse
Quando la merenda si consuma lontano da casa, cambiano anche le caratteristiche ricercate negli alimenti. La possibilità di trasportarli facilmente, la presenza di porzioni già definite e la semplicità di consumo diventano elementi importanti nella scelta.
Ma quali sono gli alimenti che finiscono più spesso nello zaino? Secondo l’indagine, le merendine sono tra le alternative più diffuse, indicate dal 46,5% dei genitori, praticamente alla pari con gli snack salati come i crackers (46,4%). Seguono il pane o il panino preparato in casa, dolce o salato (41%), e la frutta fresca (36%), che risulta meno scelta rispetto alla merenda consumata a casa, anche per la necessità di essere sbucciata o preparata. Tra le altre opzioni figurano le barrette (35%), i biscotti (32%), lo yogurt (25%) e la pizza (21%).
Le merendine trovano quindi spazio nelle abitudini delle famiglie soprattutto grazie alla loro praticità: sono facili da trasportare, disponibili in porzioni definite e possono essere consumate anche quando il tempo a disposizione è limitato.
Crostatine, croissant e plumcake: le merendine preferite fuori casa
La ricerca ha approfondito anche le preferenze delle famiglie in fatto di merendine, individuando gusti e tipologie più apprezzati per lo spuntino durante le attività pomeridiane. Tra le farciture, le creme conquistano il primo posto con il 54% delle preferenze, seguite dalle confetture (51%). Il 28% preferisce invece le merendine non farcite. Guardando alle diverse tipologie, le più apprezzate sono le crostatine (47,5%), seguite dai croissant (44%), dai plumcake (41,5%) e dai muffin (39%). Una varietà di proposte che permette di alternare gusti e consistenze, adattando la scelta alle preferenze individuali e alle diverse occasioni di consumo.
Praticità e giusto apporto energetico: cosa cercano i genitori nella merenda ideale?
Se gli impegni cambiano, cambiano anche le esigenze delle famiglie. Per l’84% dei genitori intervistati, la caratteristica più importante di una merenda da consumare fuori casa è la praticità. Accanto a questo aspetto emerge l’attenzione all’equilibrio nutrizionale: il 56% ritiene importante che lo spuntino fornisca il giusto apporto energetico, soprattutto in giornate caratterizzate da numerose attività.
Tra gli altri requisiti ricercati figurano la facilità di consumo durante gli spostamenti (44,5%), la porzionatura (40%) e la digeribilità (33%). Contano anche il piacere del gusto (32%), la rapidità di consumo (29%) e la possibilità di mangiare senza produrre troppe briciole o sporcarsi (24%).
La merenda dei giorni più impegnativi, del resto, non è sempre uguale a quella consumata negli altri pomeriggi. A confermarlo è l’88% dei genitori, che segnala differenze nelle abitudini alimentari dei figli. Il cambiamento più frequente riguarda la quantità: il 59% dichiara che il proprio figlio mangia un po’ di più.
Come scegliere la merenda quando i bambini fanno sport o attività extrascolastiche?
Conciliare gli impegni pomeridiani con una merenda equilibrata significa trovare il giusto compromesso tra esigenze nutrizionali e praticità. Come sottolinea Michelangelo Giampietro, medico specialista in Scienza dell’alimentazione, lo spuntino fuori casa deve tenere conto non soltanto dell’apporto nutrizionale, ma anche della facilità di consumo e digestione.
A casa è possibile scegliere tra numerosi alimenti, dalla frutta fresca a quella secca o essiccata, fino allo yogurt. Durante gli spostamenti, invece, entrano in gioco altri fattori, come la facilità di trasporto e la disponibilità di porzioni adatte.
In questo contesto, anche le merendine confezionate possono rappresentare una soluzione pratica, all’interno di un’alimentazione varia e di una merenda settimanale che alterni alimenti differenti. Il formato monoporzione permette di gestire facilmente lo spuntino e di portarlo nello zaino senza particolari preparazioni. Un altro aspetto da non trascurare è l’idratazione, particolarmente importante per bambini e ragazzi che nel pomeriggio praticano attività fisica o sportiva.
La merenda fuori casa diventa così un momento da organizzare in funzione dei ritmi della giornata, senza perdere di vista varietà ed equilibrio nutrizionale. Perché, anche quando si corre da un impegno all’altro, dedicare attenzione allo spuntino pomeridiano resta una buona abitudine.
Fonte: indagine “Merenda on the go”, realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food con metodologia CAWI a metà settembre 2026, su 1.001 genitori italiani di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni che praticano almeno una volta alla settimana attività extrascolastiche organizzate fuori casa.