Il confezionamento contribuisce a preservare il prodotto, facilitarne il trasporto, limitare gli sprechi e offrire una porzione già definita, rispondendo alle esigenze della vita quotidiana.
Il plus della merendina monoporzione. Il confezionamento delle merendine svolge un ruolo fondamentale e apporta numerosi vantaggi. Garantisce quella praticità che le rende una scelta comoda per le merende e gli spuntini a scuola, al lavoro o per quando si fa sport. E allo stesso tempo rappresenta un prodotto antispreco. “La praticità è senz’altro un importante pregio della merendina confezionata sia per la facilità di trasporto che di consumo”, afferma il Dott. Giorgio Donegani, tecnologo alimentare. “Se ci riferiamo invece alla qualità del prodotto, la monoporzione confezionata è fondamentale in quanto assicura al meglio la protezione del contenuto: rimanendo isolato dall’ambiente esterno mantiene perfettamente le sue caratteristiche organolettiche e di sicurezza per tutta la sua durata. A questo vantaggio si lega la possibilità di variare le tipologie acquistate in modo da poter attingere dalla propria dispensa a quella più adatta in quel momento, con la certezza di averla nelle migliori condizioni. Infine, la merendina confezionata può essere considerata un alimento antispreco in quanto una volta aperta se ne consuma tutto il contenuto. Nel caso di dolci che non sono proposti in monoporzione il rischio di spreco è evidentemente più alto: le parti non consumate possono perdere rapidamente le loro caratteristiche di freschezza e anche igieniche.”
Praticità, anti-spreco e porzionatura. Uno dei vantaggi principali delle merendine monoporzione confezionate è da riferire proprio alla certezza del peso, e quindi della quantità di calorie e di nutrienti che si assumono. Questo permette evidentemente di poter organizzare al meglio il consumo a seconda delle reali esigenze di ciascuno e della sua giornata alimentare. Nel caso delle merendine, infatti, ciò che determina la porzionatura è il peso del prodotto, in rapporto anche alla sua densità nutritiva. Nel caso di un dolce casalingo, per esempio una torta, la porzione si rifà invece a unità di misura empiriche, tipicamente la “fetta”. L’interpretazione del significato di “fetta” è soggettiva, ma orientativamente possiamo dire che tutti abbiamo in mente, per una torta, una base triangolare larga 5-6 cm e lunga 10-12 cm. Ma è evidente che c’è differenza tra una torta al cioccolato particolarmente compatta e una soffice torta paradiso. Le dimensioni sono le stesse, ma il peso e la densità calorica sono certamente diverse.